Le 3 grandi leggi spirituali: registrazione, affinità e causa-effetto

Esistono tre grandi leggi spirituali che agiscono nella nostra vita anche quando non ne siamo consapevoli. Possiamo chiamarle anche leggi magiche, perché descrivono alcuni dei principi attraverso cui il nostro mondo interiore entra in relazione con la realtà che viviamo.

Quando una persona comincia realmente a lavorare su se stessa e smette, almeno per qualche istante, di cercare tutte le risposte fuori, scopre un universo molto più vasto di quanto immaginasse: il proprio mondo interiore.

Ed è proprio la conoscenza di questo mondo una delle strade più profonde verso la libertà.

Oggi si parla moltissimo di tecniche per manifestare desideri, attrarre abbondanza, visualizzare un futuro migliore, realizzare sogni. Non c’è nulla di sbagliato nel desiderare.

Il problema nasce quando vogliamo modificare il mondo esterno senza conoscere le forze che continuano a muoversi dentro di noi.

Possiamo chiedere libertà continuando a essere schiavi della paura. Possiamo desiderare amore continuando a nutrire risentimento. Possiamo visualizzare abbondanza mentre una parte di noi considera ancora il denaro qualcosa di sporco.

Possiamo chiedere alla vita di cambiare continuando ogni giorno a produrre le stesse cause. Ed è qui che comincia il vero lavoro magico.

Non dal tentativo di dominare il mondo.
Dalla conoscenza di colui che vuole dominarlo.

Gli antichi hanno spesso rappresentato l’essere umano come un microcosmo dentro il macrocosmo. Un piccolo magico universo immerso nel grande vasto e immenso Universo.

Questo ci conduce ha una nuova visione, ovvero, le stesse leggi che osserviamo nel grande sono uno specchio attraverso cui comprendere ciò che accade nel piccolo: dentro di noi.

Ed è proprio di queste tre leggi che oggi desidero parlare.

La legge della registrazione. La legge di affinità. La legge di causa ed effetto.

Conoscerle può cambiare il modo in cui guardiamo le nostre relazioni, le difficoltà, gli incontri, i talenti, le sconfitte e persino alcuni avvenimenti che abbiamo sempre chiamato semplicemente “caso”.


1. La legge della registrazione: tutto lascia una traccia

La prima grande legge spirituale è la legge della registrazione.

Il principio è semplice: tutto ciò che ripetiamo lascia un’impronta.

Un pensiero. Un’emozione. Una parola. Un gesto. Un’azione.

Nulla di ciò che alimentiamo continuamente passa attraverso di noi senza modificare qualcosa.

Pensiamo a un sentiero nel bosco. La prima volta dobbiamo aprirci la strada tra foglie e rami. La seconda volta riusciamo già a riconoscere qualche riferimento. Ma se percorriamo quel sentiero cento volte, dopo un po’ non dovremmo più cercarlo. La strada esiste.

Qualcosa di simile accade nel nostro mondo interiore.

Se ripetiamo abbastanza a lungo frasi come: “Non sono capace.” “Non posso fidarmi.” “Non merito amore.” “I soldi sono difficili da guadagnare.” “Prima o poi qualcosa andrà storto.”

Lentamente quelle parole smetteranno di sembrare solo pensieri. Diventeranno il paesaggio nel quale vivremo. È così che nascono molti condizionamenti.

Prima registriamo dentro, poi fuori

È importante sapere che ciò che siamo possa lasciare un’impronta anche negli ambienti che attraversiamo.

Ma prima ancora di imprimere qualcosa fuori di noi, lo imprimiamo dentro di noi.

Chi alimenta continuamente gelosia non sta soltanto inviando gelosia verso qualcun altro.

La sta registrando dentro di sé. Chi nutre vendetta sta costruendo dentro di sé il luogo nel quale quella vendetta dovrà vivere. Chi alimenta continuamente paura sta lentamente insegnando al proprio sistema interiore a vedere il mondo attraverso la paura.

Ed ecco perché due persone possono attraversare la stessa esperienza e viverla in maniera completamente diversa.

Una vede soltanto la ferita. L’altra, pur soffrendo, comincia a domandarsi:

“Che cosa può insegnarmi ciò che sto vivendo?”

La situazione esterna può essere identica. È il terreno interiore ad essere differente.

La registrazione e il corpo sottile o corpo eterico

Nella visione spirituale che porto nel mio lavoro, queste registrazioni non riguardano soltanto la personalità visibile.

Le tradizioni iniziatiche parlano di un corpo eterico, una dimensione più sottile dell’essere che avvolge il corpo fisico come una veste invisibile, un doppio luminoso nel quale rimarrebbero impresse molte delle nostre esperienze, tendenze e memorie. Se accogliamo anche l’idea della reincarnazione, questa immagine diventa ancora più potente.

Lasciamo il corpo fisico. Ma non lasciamo tutto ciò che abbiamo inciso nella nostra coscienza.

Tornando nella materia, ritroviamo quella stessa veste invisibile, ancora attraversata dalle impronte di antiche paure, inclinazioni, talenti e tendenze che sembrano precedere persino la nostra storia attuale.

Questo sapere offre, all’interno di questa visione spirituale, una chiave per domande che molti di noi si sono posti:

Perché alcune paure sembrano così antiche? Perché possediamo certi talenti quasi naturalmente? Perché alcune persone ci sembrano familiari dal primo istante? Perché alcune situazioni sembrano ripetersi?

Perché: ciò che non trasformiamo nelle vite precedenti o in questa attuale tende a ripresentarsi. Poiché rimane registrato nel corpo eterico.

Woman in white clothing walking barefoot through forest with glowing aura

Gli Archivi dell’Akasha

Alcune tradizioni spingono questa idea ancora oltre. Parlano di una sorta di grande memoria della Creazione: gli Archivi dell’Akasha. Una memoria sottile nella quale gli avvenimenti lascerebbero una propria traccia.

Le case. I luoghi. Le montagne. Le pietre. Le persone.

Quante volte ci è capitato di entrare in un luogo e percepire immediatamente una sensazione?

Pesantezza. Disagio. Oppure, al contrario, pace. Come se quel luogo ci accogliesse.

Nella prospettiva energetica e iniziatica, i luoghi conserverebbero qualcosa delle energie che li hanno attraversati.

Ed ecco perché dovremmo imparare a muoverci nel mondo con sacralità.

Con presenza. Con rispetto. Con amore.

Perché ogni ambiente che attraversiamo riceve qualcosa anche da noi.

Possiamo portare conflitto. Oppure possiamo portare pace. Possiamo lasciare rumore. Oppure possiamo lasciare presenza.

Come utilizzare la legge della registrazione

Questa legge non serve a renderci paranoici rispetto a ogni pensiero negativo. Serve a renderci coscienti.

Domandiamoci:

Perché una registrazione ripetuta abbastanza a lungo può iniziare a sembrare destino.

Ma proprio qui nasce anche la libertà. Se qualcosa è stato registrato, può essere osservato. E ciò che viene osservato può iniziare ad essere trasformato.

“La libertà non consiste nel cancellare il passato.
Consiste nel smettere di registrare continuamente lo stesso futuro.”


2. La legge di affinità: ogni vibrazione riconosce ciò che le somiglia

La seconda grande legge spirituale è la legge di affinità.

Chi lavora con il linguaggio delle energie sottili conosce bene questo principio:

ciò che vibra in maniera simile tende ad entrare in risonanza.

Possiamo trovare un’immagine molto semplice nella fisica del suono. Prendiamo due diapason accordati sulla stessa frequenza.

Facciamo vibrare il primo. Il secondo, pur non essendo stato direttamente colpito, può cominciare a vibrare per risonanza.

Questa immagine è meravigliosa. Perché possiamo immaginare anche il nostro mondo interiore come una musica.

I pensieri sono note. Le emozioni sono note. Le parole sono note. Le intenzioni sono note.

E tutti insieme compongono il suono che portiamo nel mondo creando la nostra melodia dell’anima.

Perché incontriamo determinate persone?

Quante volte qualcuno è entrato nella nostra vita e abbiamo immediatamente sentito una familiarità difficile da spiegare?

E quante volte, dopo un grande cambiamento interiore, alcune persone hanno lentamente cominciato ad allontanarsi? Non significa necessariamente che qualcuno sia migliore e qualcuno peggiore.

A volte semplicemente: la musica è cambiata.

Cerchiamo disperatamente di trattenere relazioni nate con una versione di noi che non esiste più.

Ma quando cambiano profondamente i nostri valori, il nostro modo di sentire e ciò verso cui stiamo andando, anche le nostre affinità cambiano.

E il vuoto che si crea all’inizio di ogni mutamento o cambio di vibrazione è normale.

E’ uno spazio. Lo spazio attraverso il quale qualcosa di nuovo può riconoscerci.

A che cosa stai diventando affine?

Questa legge viene spesso banalizzata con una domanda: “Come posso attirare quello che voglio?”

Ma c’è una domanda infinitamente più importante: “A che cosa sto diventando affine?”

Perché se passo le giornate nutrendo rabbia, giudizio e paura, quella diventa la musica alla quale continuo ad accordarmi.

Se lavoro sulla presenza, sulla gratitudine, sull’amore, sulla responsabilità e sulla trasformazione delle mie ombre, qualcosa lentamente cambia. Non sto fingendo che l’ombra non esista.

La sto trasformando. Ed ecco perché il lavoro interiore è alchimia. Prendere una materia grezza e portarla nel fuoco. Fino a quando ciò che prima produceva soltanto rumore comincia a diventare musica.

Il vero lavoro spirituale è anche accordare il proprio strumento interiore affinché l’Anima possa suonare attraverso di noi.

Le affinità invisibili

La scienza iniziatica porta questa legge ancora più lontano. Parla di presenze sottili che le diverse tradizioni hanno chiamato angeli, arcangeli, guide.

Io amo chiamarli semplicemente amici invisibili.

Secondo questa visione, anche queste presenze entrerebbero in relazione con noi per affinità. Non perché recitiamo formule spirituali. Non perché ci definiamo persone evolute. Ma per la qualità reale di ciò che emaniamo.

Pensieri. Sentimenti. Intenzioni. Amore. Purezza interiore.

Allo stesso modo, stati interiori più grossolani ci renderebbero affini a forme energetiche della stessa natura. Ovvero entità non del tutto amorevoli.

Il punto non è vivere nella paura dell’invisibile. Il punto è comprendere ancora una volta quanto sia importante conoscere ciò che alberga dentro di noi.

La natura ci accorda

Ed è anche per questo che consiglio così spesso di tornare nella natura. Entrare in un bosco. Guardare un’alba. Fermarsi davanti a un fiore. Guardare il sole. Ascoltare il vento tra gli alberi.

Nella prospettiva energetica, la natura nutre il nostro corpo sottile grazie al prana che emette.

Ma anche senza alcuna teoria possiamo osservare qualcosa di evidente: spesso entriamo in un bosco con la mente piena e ne usciamo differenti.

Il respiro rallenta. Il corpo si distende. Qualcosa torna al proprio posto. Perché a natura non ci insegna soltanto. Ci accorda. Come uno strumento musicale, una volta accordato emette suoni armoniosi.

L’albero ci ricorda il radicamento. Il sole la luce. L’alba la rinascita. Il fiore l’apertura.

E allora, durante la giornata, impariamo a fermarci e domandarci: Che cosa sto emanando proprio adesso?

Che cosa sto pensando? Quale emozione sto alimentando?

Questa semplice domanda crea uno spazio tra noi e ciò che sta accadendo dentro di noi. Ed è in quello spazio che comincia la libertà.

Friends gather outside a warmly lit brick home at dusk

3. La legge di causa-effetto: ogni causa cerca il proprio effetto

La terza grande legge spirituale è la legge di causa ed effetto.

È forse la più semplice da comprendere. E una delle più difficili da vivere.

Perché gli esseri umani osservano continuamente gli effetti. Pochissimi osservano le cause. Guardiamo le relazioni che non funzionano. Le tensioni. Le opportunità mancate. I conflitti. Le difficoltà.

Ma raramente ci fermiamo a osservare ciò che mettiamo continuamente in movimento.

Basta guardare attentamente una persona. Come parla. Come cammina. Come gesticola. Come guarda gli altri. Come risponde quando viene contraddetta. Come tratta qualcuno che non può offrirle nulla.

Tutto comunica qualcosa. Ogni parola è una causa. Ogni gesto è una causa. Ogni sguardo è una causa. Ogni azione mette qualcosa in movimento.

La legge dell’eco

Una delle immagini più belle per comprendere questa legge è l’eco.

Andiamo in montagna e gridiamo: “Ti amo!”

La montagna ci restituirà: “Ti amo!”

Gridiamo: “Ti odio!” Non potremmo pretendere che l’eco risponda:

“Ti amo!”

Restituirà ciò che abbiamo emesso. Pensiamo allora alla nostra giornata.

Quale parola abbiamo pronunciato più spesso? Come abbiamo guardato nostro marito, nostra moglie, nostro figlio, un collega? Come abbiamo parlato di noi stessi? Qual era la nostra postura?

Ansiosa? Contratta? Aggressiva? Oppure presente? Aperta? Amorevole?

Anche queste sono cause. E prima o poi producono effetti.

Il colpo di rimbalzo

C’è poi un’altra immagine potentissima.

Immaginiamo una fila di sfere poste una accanto all’altra. Colpite la prima. Il movimento passa attraverso tutta la fila e appare sull’ultima.

Illuminated Newton’s cradle with five dark blue pendulum balls

Poi quella sfera ritorna. E il movimento percorre nuovamente il sistema in senso contrario.

Possiamo considerarlo un colpo di rimbalzo. È un’immagine perfetta della nostra interconnessione.

Pensiamo di poter pronunciare una parola crudele senza conseguenze perché la sera sembra non essere successo nulla.

Ma quella parola può aver colpito qualcuno. Quella persona può portare quella ferita altrove.

Una causa può propagarsi attraverso una catena di esseri umani molto più grande di quanto immaginiamo.

Vale per il male. Ma vale altrettanto per il bene.

Una parola può liberare qualcuno. Un gesto di amore può trasformare una giornata.

Un atto di coraggio può essere visto da un bambino e diventare un seme che germoglierà vent’anni dopo.

Il bene non termina necessariamente nella persona alla quale lo abbiamo donato. Continua a viaggiare.

Si raccoglie ciò che si semina

La natura ci mostra questa legge continuamente. Seminate grano. Raccoglierete grano.

Non seminate spine pretendendo rose. Eppure interiormente facciamo proprio questo.

Seminiamo paura e chiediamo pace. Seminiamo giudizio e chiediamo amore. Seminiamo conflitto e chiediamo armonia. Seminiamo continuamente mancanza e poi ci domandiamo perché non riusciamo a sentire abbondanza.

La vita non ha bisogno di punirci.
La vita risponde alle cause che mettiamo in movimento.

E quando iniziamo a comprendere questo, smettiamo anche di nasconderci dietro una delle frasi più pericolose:

“Lo fanno tutti.”

Se tutti stanno andando verso la follia, non significa che anche noi dobbiamo seguirli.

Qualcuno deve interrompere l’eco. Qualcuno deve smettere di restituire odio all’odio. Qualcuno deve trasformare la propria paura prima di consegnarla alla generazione successiva. Quel qualcuno possiamo essere noi.


Come applicare le tre leggi spirituali nella vita quotidiana

Alla fine queste tre grandi leggi spirituali o magiche raccontano un unico movimento.

Registrazione: ciò che ripetiamo lascia una traccia.

Affinità: ciò che nutriamo determina ciò con cui entriamo in risonanza.

Causa-effetto: ciò che mettiamo in movimento produce conseguenze.

E allora il lavoro spirituale smette di essere una teoria. Entra nella vita. Nel modo in cui parliamo, attraversiamo una crisi. Nel modo in cui reagiamo quando veniamo feriti o come utilizziamo il denaro.

Nel modo in cui amiamo. Nel modo in cui pensiamo quando nessuno ci vede.

È lì che avviene la vera alchimia. Non nel sapere che il piombo può diventare oro. Nel mettere il piombo nel fuoco.


La vera magia comincia dentro di noi

Conoscere queste tre leggi spirituali non significa possedere finalmente una spiegazione per tutto ciò che accade.

Significa diventare più responsabili del modo in cui partecipiamo alla vita. Ogni giorno registriamo qualcosa., emaniamo qualcosa, mettiamo cause in movimento.

La domanda è:

lo stiamo facendo coscientemente o meccanicamente?

Il lavoro interiore comincia quando là dove prima reagivamo iniziamo a vedere. Dove prima giudicavamo iniziamo a comprendere, anziché ripetere meccanicamente iniziamo a scegliere. Dove prima eravamo trascinati dall’emozione iniziamo a trasformarla.

Questa, per me, è la vera magia.

Diventare abbastanza presenti da collaborare coscientemente con la Vita


La Via dei Miracoli

Il 28 settembre inizierà La Via dei Miracoli, un percorso di 12 settimane nel quale entreremo ancora più profondamente in questi temi.

Lavoreremo sulle leggi spirituali, sul pensiero e sulla parola, sulle energie sottili, sulla personalità, sulla coscienza e sull’Anima.

Non per accumulare un’altra serie di concetti spirituali. Ma per fare qualcosa di molto più difficile:

trasformare ciò che sappiamo nel modo in cui viviamo.

Se senti che questo viaggio ti sta chiamando, puoi scoprire La Via dei Miracoli oppure scrivermi privatamente cliccando qui entrerai nel gruppo eventi e troverai il mio numero. Con affetto

~ Alessandro D’Adamo ~
Architettura dell’Anima

2 risposte

  1. Meraviglioso articolo, qui si và oltre se stessi e oltre ciò che noi crediamo vsia la realtà. Grazie infinite 🙏❤️

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